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Perché scegliere l’implantologia?  È la domanda più frequente di chi sogna di riavere tutti i denti come prima ad un prezzo vantaggioso, grazie ad un impianto a carico immediato che può far tornare il sorriso in meno di una giornata. La curiosità spinge in molti ad informarsi sui viaggi all’estero per l’installazione degli impianti a costi ridotti (Romania e Croazia in primis), e allo stesso tempo di temere gli eventuali rischi che si corrono qualora non ci fossero le condizioni anatomiche favorevoli per un intervento del genere. Categorie come i fumatori possono avere problemi con l’osteointegrazione, denti devitalizzati possono essere un problema per i nuovi impianti istallati e così via. Cosa fare allora? E come riconoscere i problemi che possono nascondersi dietro l’implantologia? Procediamo per ordine.

Implantologia in pillole

Quello che ormai tutti sanno è che l’implantologia è una tecnica chirurgica sempre più preferita alla protesizzazione delle arcate – l’installazione di protesi mobili o semimobili – poiché procede con l’inserimento diretto di impianti nell’osso mascellare che simulano le radici naturali dei denti. L’intervento non è doloroso e non ha particolari complicanze, ed in più garantisce una normocclusione naturale che convince in molti a dire addio al rischio di poter perdere protesi e dunque di dover tornare periodicamente dal dentista. L’implantologia ha delle tempistiche necessarie di valutazione ed intervento, poiché questa tecnica chirurgica prevede l’incisione e l’apertura di lembi gengivali per l’esposizione ossea ed il controllo visivo e manuale della posizione e direzione degli impianti e successiva chiusura dei lembi mediante punti di sutura. Anche la chirurgia implantare si pone come obiettivo la minor invasività possibile per una più rapida guarigione con riduzione degli effetti post chirurgici quali dolore e gonfiore, un po’ come la chirurgia generale.

Come funziona e i tipi di impianti

Gli impianti possono essere innestati entro le prime 24 ore, a carico immediato, o a carico differito, quando il processo di protesizzazione avviene dopo 3-4 mesi ad osteointegrazione completata. Ad ogni modo, nell’arco temporale d’attesa, viene inserita una protesi provvisoria fissa per far sì che il paziente non debba più preoccuparsi di rimanere senza denti in attesa della guarigione dei tessuti e per l’installazione protesi definitiva fissa. Questi impianti sono endossei, hanno forma cilindrica o conica e vengono avvitati direttamente nella mascella in base ai tempi di utilizzo di carico immediato. L’implantologia è la terapia d’elezione nel caso in cui i denti contigui siano ancora vivi, seppur otturati. In caso di denti contigui devitalizzati, gli esperti consigliano il classico ponte fino a tre elementi. C’è differenza tra l’implantologia dell’arcata superiore e quella dell’arcata inferiore: quelle superiori, conosciuta come “all-on-six”, è composta da sei impianti, mentre le inferiori si chiamano “all-on-four” e prevedono l’installazione di quattro impianti, in base al protocollo firmato nel 2003 dalla comunità scientifica su indicazione del professor Paulo Malò.

Implantologia elettrosaldata a carico immediato

Tra gli interventi preferiti dagli specialisti figura l’implantologia elettrosaldata a carico immediato, con una casistica ultratrentennale che prevede l’inserimento fino ad una decina di impianti “one piece” collegati fra loro in modo stabile. Consigliato soprattutto se il primo impianto è fallito: in questo caso bisogna attendere la ricostruzione dell’osso, ma già dopo un mese si può iniziare a valutare la condizione con periodiche radiografie per poter stabilire la rimarginazione dei buchi in cui vi erano avvitati gli impianti.

Tac e Dental Scan per valutare la struttura ossea

L’analisi qualitativa della struttura ossea viene effettuata con TAC o con il Dental Scan, che consentono di valutare in modo esatto la resistenza dell’osso mascellare interessato dall’implantologia. Grazie ai progressi tecnologici nelk campo della radiologia digitale, oggi la costruzione delle ossa è computerizzata, con una progettazione virtuale, ed inoltre le onde ionizzanti risultano di molto inferiori rispetto alle Tac tradizionali . Con questi software è possibile progettare la costruzione di una guida chirurgica costituita da una placca in resina trasparente con tubicini in titanio che fungono da guida nella preparazione del sito implantare e nella inserzione degli impianti prevedendo in anticipo direzione e profondità, riducendo i margini d’errore ed i tempi dell’intervento chirurgico.

Fumatori a rischio rigetto degli impianti

Il rischio del rigetto esiste, seppur minimo, e riguarda i soggetti fumatori. Il fumo infatti, oltre ai danni che arreca alla salute, influenza notevolmente il processo di osteointegrazione: la nicotina infatti rallenta il processo di guarigione delle ferite post operatorie ed ha un effetto negativo sul flusso sanguigno. Sarà il vostro implantologo, ad ogni modo, a valutare il vostro caso e a chiedervi se siete fumatori.

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