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Più diffuse di quanto comunemente si possa pensare, e soprattutto più latenti nei primi periodi, le intolleranze alimentari sono un disturbo che colpisce circa il 2-3% della popolazione italiana. Dolori intestinali, gonfiori addominali, vertigini, diarrea e orticarie, frequenti febbricole accompagnate da insistenti mal di testa, finanche la caduta dei capelli, possono essere dei veri e propri campanelli d’allarme del nostro organismo per avvisarci di una forma di allergia alimentare o di una intolleranza alimentare. Nei bambini, il dato sale al 3-7%, anche se, va ricordato, nella maggior parte dei casi l’allergia viene superata con l’età scolare. I primi sintomi iniziano a comparire al di sotto dei due anni di vita, intorno al 7° mese, e sono spesso associati ad una scarsa crescita, ai dolori addominali o ai rigurgiti.

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Spesso ignorate, poiché non danno luogo ad effetti evidenti o comunque particolarmente fastidiosi, le intolleranze alimentari hanno la propria causa principale in taluni alimenti, spesso molto comuni, che provocano reazioni avverse da parte dell’organismo. “Prima di considerare quali possano essere gli esami di laboratorio più adatti a confermare la presenza di intolleranze alimentari – fa notare Lorena Pompucci, la dirigente del laboratorio di analisi del Centro Medico Arcidiacono e biologa specialista in patologia clinica – occorre soffermarsi su quelli che possono essere i sintomi più diffusi di tale disturbo, dal momento che solo all’apparire di taluni sintomi che il paziente può sospettare di essere affetto da un’intolleranza ad un particolare tipo di alimenti”.

Le cifre

Come già accennato, secondo i dati pubblicati dalla European Food Information Council, le allergie alimentari si manifestano nell’1-2% circa della popolazione adulta: l’incidenza è più elevata tra i bambini piccoli, con una stima tra il 3 e il 7%. E fortunatamente, l’80-90% di tali soggetti supera l’ipersensibilità al raggiungimento del terzo anno di età. Tra le allergie infantili che tendono a scomparire ci sono quelle all’uovo e al latte vaccino.

Quali sono le intolleranze alimentari che tendono a protrarsi per tutta la vita?

  • allergie alle noci
  • allergie ai legumi
  • allergie al pesce e ai molluschi

Intolleranze e allergie, facciamo chiarezza

Capita non di rado che le intolleranze alimentari possano essere confuse con le allergie. A differenza di quest’ultime, le intolleranze sono provocate solo ed esclusivamente da alimenti, anche molto comuni nella dieta mediterranea, che non vengono assimilati dal nostro organismo e che si possono evidenziare nel sangue perché generano un aumento degli anticorpi IgG. “Proprio per questo i sintomi da tenere maggiormente in considerazione, se si sospetta la presenza di un’intolleranza alimentare, sono quelli a carico dell’apparato gastrointestinale che è deputato all’assimilazione delle varie sostanze presenti negli alimenti ingeriti durante i pasti” sottolinea la dottoressa Pompucci.

Quali sono le categorie di alimenti che nascondono le intolleranze più comuni? Ecco un elenco:

  • I cereali che contengono il glutine e che possono causare la celiachia. I prodotti in cui è maggiormente presente il glutine sono il pane ed i prodotti da forno, i corn flakes, la pizza, la birra e le impanature;
  • Il latte e i derivati come i latticini freschi, le creme, i biscotti e il gelato;
  • I lieviti utilizzati per la produzione di pane, di pizza, di cornetti e brioches ma anche il lievito di birra e i lieviti presenti nei formaggi fermentati;
  • Le uova di cui si deve considerare la presenza anche nella maionese, nella pasta all’uovo, nelle torte, nei gelati e nei budini;
  • La frutta secca e la soia.

Gli esami di laboratorio per le intolleranze alimentari

Anche se è compito del medico curante prescrivere quali test fare per accertare la presenza di un’intolleranza ad alimenti specifici, appare comunque utile offrire una panoramica di quelli che sono i test e gli esami più comuni non solo per accertarne la presenza, ma anche per escludere la presenza di eventuali allergie con le quali le intolleranze possono essere spesso confuse.

Dieta ad esclusione

Il primo approccio che, generalmente, viene utilizzato per comprendere se un paziente è realmente affetto da intolleranze alimentari è una dieta a esclusione. Il medico consiglia, quindi, uno speciale regime dietetico che prevede l’eliminazione, per circa 2 settimane, di un alimento o di un gruppo di alimenti sospettati di essere i responsabili dell’intolleranza. Se i sintomi scompaiono o la loro intensità è sensibilmente ridotta, nelle successive due settimane si procede reintroducendo gradualmente nella dieta gli alimenti sospetti. Alla fine delle quattro settimane di dieta sarà possibile orientare la diagnosi e riconoscere, con buona approssimazione, quali sono gli alimenti che provocano il malessere, così da eliminarli definitivamente.

Test convenzionali e non, la risposta immunitaria agli alimenti specifici

Intolleranze alimentari, una indagine con il Patch test

Intolleranze alimentari, una indagine con il Patch test

Esistono degli esami specifici per diagnosticare le intolleranze alimentari. A tal proposito occorre distinguere tra test convenzionali e test non convenzionali. I convenzionali sono rappresentati dai test allergologici e sono utilizzati per escludere la presenza di un’allergia che induce a una risposta immunitaria a uno specifico alimento ed è caratterizzata da un aumento degli anticorpi IgE. Tra questi è possibile ricordare il Prick test, il Prick by Prick, il Rast test, il Prist test, il Patch test e il test di scatenamento.

Si tratta in ogni caso di test che vengono generalmente eseguiti in un ambulatorio o in un centro medico, in concomitanza con altri esami quali la comune visita medica, la spirometria e altri esami clinici che si svolgono per indagare la presenza di allergie. Ad esempio, il Rast test (test radioallergoassorbente) è un esame condotto su prelievo ematico volto ad esprimere la reale concentrazione delle immunoglobuline E (IgE) specifiche. Il risultato ottimale, quindi, dipende dall’effettiva esposizione all’allergene al momento del prelievo.

Test per la rilevazione delle specifiche allergologiche al Centro Medico Arcidiacono

I test di intolleranza si eseguono dal lunedì al sabato, dalle 7.30 alle 10.30, presso il Centro Medico Arcidiacono di Roma. La struttura sanitaria si trova a ridosso di via Casilina, località borgata Finocchio, in via di Prataporci 52. È possibile chiedere un preventivo per i test alla reception.

Per maggiori informazioni:

Telefona al numero 06 207 0889

Oppure scrivi a info@centromedicoarcidiacono.it

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