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Fiori di primavera, tempo di allergie. Come ogni anno, per circa 10 milioni di italiani l’avvento delle temperature miti si abbatte sulla loro vita con il solito fardello di occhi gonfi, starnuti e lacrime. L’arrivo dei pollini viene ritenuto il principale responsabile di questi disturbi che attanagliano tantissime persone. Come scoprire in tempo se si fa parte della schiera dei soggetti allergici? Esistono delle cure efficaci contro le allergie? Procediamo per ordine.

L’allergia, come è ormai noto, è una malattia del sistema immunitario caratterizzata da reazioni eccessive provocate da particolari anticorpi (reagine o IgE) nei confronti di sostanze abitualmente innocuie come, ad esempio, pollini, acari, o bigiotteria. Quello che pochi sanno è che non è determinata soltanto da fattori genetici, ma anche da fattori ambientali come, ad esempio, l’inquinamento dell’aria ed il fumo (anche passivo) di sigarette. “In certi casi, è stato dimostrato che forme allergiche derivano da un eccesso di pulizia, poiché un ambiente , o del cibo, eccessivamente sterilizzato non è salutare per il nostro sistema immunitario, che diviene più pronto allo sviluppo di allergie” spiega la dottoressa Sonia Musumeci, specialista in Allergologia e Immunologia Clinica del Centro Medico Arcidiacono di Roma. “Una dieta a base di grassi polinsaturi quali ad esempio gli oli vegetali, inoltre, sembra dare predisposizione all’atopia – aggiunge la dottoressa Musumeci – Così come alcune infenzioni respiratorie virali, le quali possono facilitare l’insorgenza di allergie”.

Come si manifestano le allergie?

La risposta infiammatoria, locale o sistemica, agli allergeni è una delle caratteristiche delle allergie. I sintomi locali più conosciuti sono cinque:

  1. Rigonfiamento della mucosa, starnuti e scolo liquido (rinite allergica)
  2. Arrossamento e prurito della congiuntiva oculare (congiuntivite allergica)
  3. Irritazione e bronco costrizione delle vie aeree inferiori (asma)
  4. Eczemi, orticaria (dermatite da contatto)
  5. Disturbi gastroenterici (meteorismo, coliche addominali e stipsi

Nei casi più gravi, o in assenza di trattamento, potrebbe svilupparsi anche lo shock anafilattico.

Diagnosi e test in vitro o in vivo

La diagnosi delle allergie può essere effettuata attraverso test in vitro o in vivo. I principali test in vitro si effettuano attraverso un prelievo del sangue, diretto a verificare il numero delle IgE (gli anticorpi delle allergie) presenti nell’organismo. In particolare, il dosaggio delle IgE specifiche (RAST) serve a valutar quante IgE contro una determinata sostanza (un polline ad esempio) ci sono nel sangue. Il dosaggio delle IgE totali (PRIST) serve, invece, a valutare il numero complessivo di tali anticorpi. Un livello elevato di IgE nel sangue orienta verso la presenza di un’allergia.

Prick test

Per quanto riguarda la diagnosi in vivo, per valutare l’eventuale presenza di allergie respiratorie si può effettuare il Prick test. Con questa indagine, svolta grazie all’ausilio di particolari lancette dalla punta molto piccola, si fa entrare in contatto con la cute del paziente lievemente scartificata una minima quantità di allergene. Se il paziente ha anticorpi IgE attivi contro un determinato allergene, si osserverà una reazione di gonfiore localizzato con prurito (pomfo) in corrispondenza della sostanza cui è allergico.

Patch test

La diagnosi della dermatite atopica viene eseguita con i Patch test. Sulla parte alta del dorso del paziente si applicano degli speciali cerotti contenenti le sostanze allergeniche sospette (apteni). Il test viene interpretato dopo 72 ore dall’applicazione dei cerotti. Una reazione al Patch test è da considerare positiva nel caso in cui sia presente eritema, edema e vescicole esclusivamente nella zona di applicazione dell’allergene.

Allergia al Nichel

Una forma molto diffusa di allergia è quella al nichel, uno dei metalli più presenti nell’ambiente. Il nichel si può trovare anche in molte leghe metalliche ed oggetti placcati utilizzati nella vita di tutti i giorni, ma anche in numerosi alimenti come le verdure a foglia verde.

Sintomi dell’allergia al nichel sono:

  • Dermatiti da contatto
  • Orticaria generalizzata
  • Disturbi gastroenterici (dolore addominale e meteorismo)

Quali terapie?

La terapia ideale sarebbe l’allontanamento definitivo dalla fonte dell’allergia. Mica facile, vero? È praticamente impossibile infatti non respirare il polline in primavera o trovarsi in una casa in cui manchi la minima traccia di polvere. Pertanto, per le allergie respiratorie e al nichel sono efficaci i trattamenti desensibilizzanti specifici che si eseguono attraverso i “vaccini”: sono trattamenti che mirano a far sviluppare gli anticorpi IgG che bloccano l’antigene specifico prima che si leghi all’IgE, prevenendo così l’insorgenza dei disturbi allergici.

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Oltre ai vaccini, nel trattamento delle allergie i farmaci utili sono gli antistaminici, i cortisonici, gli antileucotrieni, i cromoni, gli anticolinergici, i broncodilatatori e, in caso di shock anafilattico, l’adrenalina. “Questi farmaci devono essere utilizzati solo dopo aver consultato uno specialista, perché un’assunzione in dosi sbagliate può rivelarsi ininfluente o addirittura dannosa” raccomanda la dottoressa Musumeci.

I test per le allergie al Centro Medico Arcidiacono

Al Centro Medico Arcidiacono di Roma puoi sottoporti ai test Patch e Prick, oltre ad una serie di indagini specifiche per la rivelazione delle intolleranze alimentari che si annidano nel nostro organismo sin dai primi anni della nostra vita.

Per informazioni:

Telefona al numero 06 207 0889

Oppure scrivi a info@centromedicoarcidiacono.it

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