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La diagnostica strumentale e la ecografia ginecologica rivestono una particolare importanza nel monitoraggio della salute e nella prevenzione delle malattie della donna. Dall’adolescenza e soprattutto durante l’età fertile, senza dimenticare il periodo della menopausa, gli esami effettuati tramite specifiche apparecchiature elettroniche dovrebbe essere per tutte una prassi, e non soltanto un accertamento di fronte ad un potenziale campanello d’allarme.

Benessere del feto e ovaie: quando sottoporsi all’ecografia ginecologica

Sia che si tratti di monitorare le condizioni e il benessere del feto, sia che si tratti di indagare le cause di eventi sospetti, l’ecografia è l’indagine strumentale maggiormente utilizzata in ginecologia e viene effettuata dal medico ecografista attraverso un’apposita apparecchiatura elettronica che emette ultrasuoni da una sonda che può avere tre differenti forme:

  • Forma lineare, particolarmente utilizzata per l’ecografia al seno
  • Convex, sonda tondeggiante che si utilizza con le donne in stato di gravidanza
  • Sonda endocavitaria, la più adatta per effettuare esami interni come l’ecografia transvaginale e transrettale

Ecografia ginecologica, a cosa serve?

Qualunque sia la tipologia utilizzata, la sonda svolge sempre la stessa funzione: emettere onde che attraversano i tessuti del nostro corpo e si rinfrangono fino ad emettere una eco di ritorno (da qui il nome di eco-grafia, la scrittura dell’eco, ndr) che consente di costruire un’immagine ecografica.

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L’ecografia in ginecologia non ha il solo scopo di monitoraggio e controllo del feto e della sua crescita. Viene infatti utilizzata anche per indagare le cause che soggiacciono al presentarsi di alcuni preoccupanti sintomi quali le emorragie mestruali e sanguinamenti esterni, i quali avvengono in periodi diversi da quelli in cui è previsto il mestruo e di algie pelviche, ossia di dolori nella zona pelvica. Ovviamente non bisogna dimenticare neanche che l’ecografia può essere effettuata non solo in seguito a un particolare sintomo, ma anche per un controllo di routine.

Ecografie  e patologie frequenti

Le patologie più frequenti che possono essere rintracciare grazie alla ecografia ginecologica possono essere causate dalle cisti ovariche: si tratta di formazioni piene di acqua che si formano all’interno dell’ovaia stessa a causa di una disregolazione ovarica, imputabile, a sua volta, a stress o a problematiche endocrine. Altra causa a cui possono essere ricondotti i sanguinamenti o le emorragie mestruali sono i fibromi. In questo caso si ha a che fare con formazioni solide di muscolo, interne all’utero, seppur benigne. In termini più spicci, sono vere e proprie escrescenze di carne che alterano sia la morfologia che le funzioni fisiologiche delle ovaie.

Nelle adolescenti la patologia più comune, per la scoperta della quale si utilizza l’ecografia, è la micropolicistosi ovarica, ovvero la formazione di piccolissime cisti micro ovariche. Nella donna fertile, desiderosa di gravidanza, la ecografia ginecologica può essere utilizzata se la paziente non riesce a rimanere incinta dopo 6 mesi-1 anno di rapporti sessuali mirati alla fase ovulatoria, cioè ai giorni del ciclo in cui la donna è fertile. Questa situazione, che può essere accompagnata anche dalla scomparsa delle mestruazioni, è spesso attribuibile ad un quadro psicologico non ottimale, poiché caratterizzato da scarso benessere e dalla mancanza di serenità, anche se – in altri casi – potrebbe trattarsi di cisti ovariche e di polipi della cavità uterina. Nel primo caso, in seguito alla presenza di una formazione acquosa interna, le ovaie non riescono a ovulare e, quindi, la donna non riesce a rimanere incinta. Anche nel caso dei polipi ci troviamo di fronte ad un altro meccanismo caratterizzato dalla presenza di queste escrescenze della parete interna dell’utero (mucosa endometriale), che possono ostacolare l’eventuale concepimento. Esistono poi altre cause di natura ormonale che possono rendere difficoltoso l’istaurarsi di una gravidanza.

Per quanto riguarda la donna in menopausa, invece, i controlli ecografici servono a monitorare che ogni singolo organo sia effettivamente in una fase di “letargo”: in questo periodo della vita, in particolare, le ovaie devono essere a riposo e non devono – almeno fisiologicamente – ovulare e presentare cisti al loro interno.

Sono soprattutto i soggetti obesi a dover tenere in particolare considerazione l’opportunità di effettuare, a cadenza regolare, un esame ecografico, dal momento che in questo caso avviene una produzione maggiore di ormoni che potrebbe facilitare la generazione di cisti. Un ultimo elemento da monitorare quando si è in menopausa è la parete interna dell’utero, chiamata endometrio, che a differenza delle donne ancora feconde, dovrebbe essere costante e sottile.

Presso il Centro Medico Arcidiacono, situato a Roma sud in zona Casilina – Borghesiana, sarete assistite dalla Dott.ssa Romanzi, specialista in Ginecologia e Ostetricia.

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