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Un’embolia cerebrale a seguito di un intervento alla spalla dopo un anno di malattia: è questa la causa della morte di Sergio Marchionne, manager di Fiat scomparso lo scorso 25 luglio 2018 in una clinica in Svizzera a seguito di una lenta agonia.

La morte di Sergio Marchionne

Durante l’intervento chirurgico qualcosa è andato storto: l’ex ad di Fca è precipitato in coma profondo senza mai più riprendere conoscenza. Una banalità la causa del suo decesso che statisticamente non risulta affatto casuale. Infatti non di rado accade che queste “complicazioni inattese” possano giungere durante la convalescenza post-operatoria. Il manager si era sottoposto il 28 giugno a un intervento chirurgico alla spalla.

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Questo tipo di embolia, definita “gassosa”, è una condizione patologica che insorge quando una o più bolle d’aria bloccano il flusso di sangue all’interno di un vaso sanguigno: se il vaso interessato è un’arteria, si parla di embolia gassosa arteriosa; se ad essere coinvolta è invece una vena, si parla di embolia gassosa venosa.

Embolia, come si verifica?

Cosa accade quando una bolla di gas entra nel circolo sanguigno in seguito a un’iniezione venosa? Si possono verificare dei sintomi quali perdita di coscienza, caduta, talvolta convulsioni. Ciò accade a causa dell’occlusione di un’arteria del cervello da parte di un embolo (ovvero un corpo estraneo che può essere un coagulo di sangue, un grumo di grasso o altro).

Lo stato di coma può essere di breve durata o prolungarsi per qualche ora. Se la durata dell’ostruzione del vaso è breve c’è un’ischemia transitoria, se dura abbastanza da provocare la morte del tessuto si verifica un ictus ischemico.

L’altro tipo di ictus è quello emorragico (emorragia cerebrale), in cui un vaso si rompe. L’ictus colpisce oltre 15 milioni di persone all’anno nel mondo, provocando 6,7 milioni di decessi.

Riconoscere l’ictus, ecco i sintomi da non sottovalutare:

1) Debolezza o intorpidimento di faccia, braccia o gambe, soprattutto di un lato del corpo;

2) Vertigini, difficoltà a camminare, perdita di equilibrio e coordinazione;

3) Confusione, difficoltà nel parlare e nel capire;

4) Problemi alla vista (a uno o entrambi gli occhi);

5) Fortissimo mal di testa senza una causa apparente.

Ictus in Italia terza causa di morte

Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute, nel nostro Paese l’ictus è la terza causa di morte: è infatti la causa del 10-12% di tutti i decessi per anno e rappresenta la prima causa di invalidità. Solo il 25% dei pazienti sopravvissuti ad un ictus guarisce completamente, il 75% sopravvive con una qualche forma di disabilità, e di questi  la metà è portatore di un deficit così grave da perdere l’autosufficienza.

Anche da un attacco ischemico ci si può salvare, basta saperlo riconoscere in tempo: quelli transitori (anche conosciuti comeTIA) manifestano sintomi di una minore durata (generalmente dura pochi minuti, dai 5 ai 30 minuti). Si stima che il 40% delle persone che presenta un TIA, in futuro andrà incontro ad un ictus vero e proprio.

Cosa fare in presenza dei sintomi da ictus? Innanzitutto bisogna procedere in tempi rapidi ed allertare il 118: è stimato infatti che un ictus possa distruggere 2milioni di cellule cerebrali al minuto. Telefonando al personale di pronto soccorso, si attiveranno tutte le procedure ospedaliere per il trattamento immediato della problematica

Altri consigli utili in caso di ictus:

  • Non perdere tempo e non aspettare che passi, esistono terapie efficaci che devono essere somministrate il prima possibile dall’inizio dei sintomi e possono salvare la vita e ridurre i danni subiti.  Per gli ictus ischemici, l’efficacia delle cure nei primi 90 minuti è doppia rispetto ai 90 minuti successivi.
  • Annotare l’ora di esordio dei sintomi, perché i soccorritori e i medici devono sapere quanto tempo è trascorso per determinare la terapia necessaria

 

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