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Quali sono i limiti di peso per chi si sottopone alla risonanza magnetica aperta? E quali sono le cose che deve sapere chi deve eseguire l’esame della colonna vertebrale. E i portatori di protesi o di pacemaker? Sono le tre domande più frequenti che vengono poste agli specialisti del Centro Medico Arcidiacono da chi intende sottoporsi alla risonanza magnetica aperta.

Abbiamo cercato di rispondere brevemente a questi quesiti per fare chiarezza sull’uso di questa apparecchiatura di ultima generazione particolarmente indicata per chi soffre di claustrofobia o per quei soggetti (come bambini ed anziani) che necessitano di accompagnamento durante l’esame diagnostico. Ricordiamo subito che la risonanza magnetica in uso al Centro Medico Arcidiacono è una apparecchiatura ad uso esclusivo per esami articolari. Ed adesso passiamo alle 3 domande più frequenti sulla risonanza magnetica aperta.

Peso: in linea di massima la risonanza magnetica aperta viene sconsigliata ai soggetti obesi. Ma i limiti non sono determinati dal peso in sé; il tutto dipende infatti dalla circonferenza corporea dell’individuo. Una persona obesa con ogni probabilità non potrà sottoporsi alla risonanza magnetica aperta per i volumi del corpo che non permettono di posizionarsi comodamente al di sotto della sonda. Una limitazione che riguarda comunque un po’ tutti questi tipi di apparecchiature. Basti considerare che alcune risonanze magnetiche prevedono l’inserimento computerizzato del peso corporeo: quando si supera un certo limite – come nel caso delle risonanze General Eletric – il macchinario non entra in funzione, specificando che la stazza della persona non è supportata.

Colonne vertebrali: se la risonanza magnetica aperta è espressamente richiesta dal neurochirurgo o dall’ortopedico chirurgo, c’è da specificare se il soggetto soffre di claustrofobia. Una pratica che poiché la risonanza chiusa è consigliata in caso di risoluzione spaziale in grado di mostrare lesioni di meno di un millimetro (a fronte dei 4 millimetri di un’apparecchiatura aperta).

Le protesi: è necessaria una documentazione medica che ne assicuri la compatibilità con l’esame in questione. Una formalità, se si considerano gli sviluppi in campo medico che oggi garantiscono la sicurezza dell’esame. Dal 1993 infatti tutte le protesi messe in commercio sono state studiate per poter eseguire esami con la risonanza magnetica. La prudenza però non è mai troppa, ecco perché un eccesso di zelo potrà garantire un esame sicuro e senza alcuna complicazione. È sconsigliata la risonanza magnetica ai portatori di Pacemaker: salvo diversa indicazione del medico, per questi soggetti è consigliabile rivolgersi a strutture sanitarie adeguate.

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