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Che cos’è il FAI?

L’impingement Femoro-acetabolare (FAI) è una condizione patologica dell’anca determinata da un’incongruenza morfologica tra la testa femorale e la sede acetabolare. Sono descritti tre tipi morfologicamente diversi di FAI

FAI tipo Cam

E’ costituito da una protuberanza ossea sulla superficie ventrale del collo femorale che costituisce il motivo di un contatto anomalo tra il femore e il labbro acetabolare soprattutto in flessione e intrarotazione (es. Squatting, salire sulla bici/moto). Questa forma colpisce tipicamente i giovani atleti maschi (calciatori, rugbisti, cestisti, ecc) e giovani maschi attivi.

FAI tipo Pincer

E’ descritto come un’ eccessiva formazione ossea sul tetto acetabolare che ricopre la testa del femore supero-anteriormente. Questa forma morfologica è tipica delle donne in età adulta, ma è meno frequente della forma Cam.

FAI tipo Misto

Spesso è presente una forma di FAI che presenta in vario grado entrambe le precedenti forme morfologiche, per questo motivo è anche chiamata forma mista.

Come viene diagnosticato il FAI?

L’esame fisico comprende una serie di test ortopedici e funzionali.  La diagnosi è positiva al 90% in caso di riproduzione dei sintomi durante l’esecuzione del FAI test (flessione-adduzione-intrarotazione dell’anca).

Durante il test, oltre alla provocazione del dolore, si evidenzia una riduzione della mobilità dell’articolazione.  Un altro test ortopedico, il FABER test, può provocare dolore anteriormente all’anca durante la sua esecuzione in flessione-abduzione-extrarotazione, ma è un test non specifico per tale diagnosi. Funzionalmente si richiede al paziente di accovacciarsi a terra il più possibile (squatting), tale attività rievocherà il dolore tipico all’inguine o all’anca.

Sintomi del FAI?

  • spesso si presenta come dolore riferito all’anca o all’inguine con una riduzione del movimento articolare.
  • I sintomi possono avere inizio in maniera acuta o aumentare gradualmente avendo un andamento più insidioso.
  • Il dolore è provocato da attività come: stare a lungo seduti, camminare, accavallare le gambe, durante o dopo attività fisica più o meno intensa.
  • Solitamente si accompagna a una riduzione di movimento in flessione e intrarotazione.
  • Il dolore è avvertito principalmente in regione inguinale anteriormente all’anca e in alcuni casi il dolore può essere avvertito lateralmente l’anca o al fondoschiena (regione glutea).

radiografia per fisioterapia per conflitto femoro acetabolareEsame radiologico per il FAI

L’esame radiologico (RX-ray) può confermare o smentire l’ipotesi diagnostica elaborata a seguido dell’esame fisico e dell’anamnesi. Si esegue una radiografia in proiezione antero-posteriore classica. Solitamente è sufficiente ciò per giungere ad una diagnosi certa, ma se lo specialista ritiene opportuno si possono richiedere indagini ulteriori quali TAC o Risonanza Magnetica.

Chirurgia in caso di FAI?

Se i sintomi del paziente dovessero durare più di 8-12 mesi o comunque dopo un periodo di fisioterapia non inferiore ai 3 mesi, è consigliabile consultare uno specialista per prendere in considerazione l’ipotesi chirurgica. L’intervento per il trattamento del FAI è eseguito in artroscopia o “a campo aperto” a seconda della tecnica sceltà dal chirurco dopo attenta analisi.  Anche se le tecniche sono differenti entrambe hanno come fine ultimo quello di ridurre lo stress meccanico da contatto tra le strutture anatomiche in esame effettuando una “limatura” dei profili ossei.

Post-chirurgia FAI

Un programma riabilitativo seguito da un fisioterapista è essenziale a seguito di intervento chirurgico per FAI. Il recupero a seguito di artroscopia si attesta in 3-4 mesi salvo complicanze post-chirurgiche, mentre per l’intervento “a campo aperto” i tempi di recupero si attestano in circa 12 mesi.  L’artroscopia di anca a seguito di FAI è stato l’intervento maggiormente scelto dai chirurghi negli ultimi anni con un successo terapeutico (riduzione dolore, miglioramento funzionalità, ritorno all’attività sportiva) dell’ 80% a 3-4 mesi dall’intervento e più del 95% al controllo dopo un anno dall’intervento.

Trattamento non chirurgico del FAI

Inizialmente un approccio conservativo non-chirurgico viene consigliato come trattamento principale alla maggioranza dei pazienti affetti da FAI. Il Fisioterapista può aiutare il paziente attraverso varie tecniche :
mobilizzazioni articolari dell’anca e allungamento delle strutture anatomiche retratte e rigide (es. Muscoli, capsula articolare, fascia);
migliorare la flessibilità e la lunghezza dei tessuti molli peri-articolari;
Allungare la fascia profonda e i muscoli;
• Progressivo rinforzo muscolare durante le varie attività funzionali con incremento della propiocezione e del controllo neuro-motorio.
L’utilizzo di antidolorifici o anti-infiammatori (FANS) può temporaneamente aiutare il paziente nel controllo del dolore e dell’infiammazione esclusivamente in fase acuta.

Per maggiori informazioni a riguardo, se sospetti di avere un FAI o comunque un dolore neuro-muscolo-scheletrico, non esitare a contattare il Centro Medico Arcidiacono allo 06.2070889, oppure via mail a info@centromedicoarcidiacono.it.
Se vuoi maggiori informazioni sulle nostre metodologie fisioterapiche o i nostri trattamenti puoi consultare anche la sezione fisioterapia del nostro sito

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