Dott. Stefano Savella
Dietista Nutrizionista

Le scienze della nutrizione umana, sottolinea sempre più con maggior vigore l’importanza di un contenimento del consumo di sale da cucina e nell’eccezione del sodio. Numerosissime esperienze cliniche hanno dimostrato l’importanza di un contenimento nel suo consumo per il mantenimento di un buono stato di salute.

Il sodio è il principale catione dei liquidi extracellulari; poiché è presente negli alimenti e bevande esclusivamente in forma ionica solubile, il sodio è totalmente disponibile per l’assorbimento

Un prolungato consumo di quantità eccesive di sodio è stato messo in relazione con l’ipertensione arteriosa e patologie  cardiache correlate. Un deficit di sodio provocato da un ridotto apporto alimentare non si verifica mai in condizioni normali, anche con diete a bassissimo contenuto.

Una diminuzione può aversi solo in caso di sudorazione estrema e di diarrea cronica, o malattie renali che producono un’incapacità a trattenerne.

In ragione di tutto questo, si ritiene opportuno adottare i livelli raccomandati dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità, che corrispondono all’assunzione di 1,5- 8,8 g di sale da cucina al giorno e, siccome l’alimentazione della popolazione italiana, al pari di quella dei altri Pesi occidentali, è ricca di sale, è giusto consigliare di ridurre il consumo di alimenti in cui il sale è aggiunto come strutturante, penso ai salumi o al formaggio stagionato, e di alimenti in cui il sale è usato come conservante naturale, come nel pesce in scatola e altre conserve ; mentre la sapidità degli alimenti cucinati non dovrebbe essere penalizzata avendo solo l’accortezza di moderarne l’aggiunta.

 

Dott. Stefano Savella
Dietista Nutrizionista
Centro Medico Arcidiacono

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