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Willem Einthoven nel 1906
Premio Nobel per la medicina 1924
fonte Wikipedia

L’elettrocardiogramma, o E.C.G., viene introdotto per la prima volta dal fisiologo e premio Nobel Willem Einthoven, inventore di quello che tutt’oggi è considerato lo strumento diagnostico per eccellenza nel campo dell’esame delle aritmie cardiache.

L’esame si svolge applicando degli elettrodi sul corpo che, grazie alla conversione dell’energia elettrica in energia meccanica, attivano il “meccanismo o sistema scrivente” che da luogo alla registrazione grafica dell’attività elettrica del cuore, idonea alla valutazione delle sue variazioni durante la sistole (contrazione cardiaca) e la diastole (rilasciamento) degli atri e dei ventricoli.

L’invenzione di Einthoven si basa quindi sullo studio delle onde emesse dal cuore, alle quali lo stesso inventore dell’ECG diede un rispettivo segno distintivo, rappresentate dalle lettere P, Q, R, S e T, potendo in tal modo tracciare elettrocardiografici delle maggiori malattie cardiovascolari.

Oltre ad essere un esame con un altissimo tasso di affidabilità, data la natura fisiologica del suo funzionamento, l’elettrocardiogramma non presenta complicanze o controindicazioni, risultando indolore e privo di indicazioni farmacologiche.

Quando svolgere un ECG?

L’esame ECG viene in aiuto dei cardiologi, fornendo loro elettrocardiografici in grado di presentare la presenza di disturbi ritmici del cuore, di disturbi dell’impulso elettrico o alterazioni miocardiche. I casi cardiaci, nei quali l’utilizzo dell’elettrocardiogramma è imprescindibile, sono:

  • Scompenso cardiaco;
  • Aritmie;
  • Angina pectoris;
  • Cardiopatia ischemica;
  • Disturbi di conduzione;
  • Malattie delle valvole cardiache;
  • Infarto miocardico.

La specifica morfologia dell’onda elettrica consente quindi di mettere in evidenza le alterazioni della diffusione dello stimolo, localizzate in una delle branche nelle quali il tessuto di conduzione si dirama a livello dei ventricoli.

Nell’infarto del miocardio, per esempio, l’ECG risulta alterato sia in fase acuta, con manifestazione delle caratteristiche onde di lesione, sia nella fase post-acuta, quando si rilevano le onde di necrosi, manifestazione dell’avvenuta morte di una porzione di cellule miocardiche.

L’ECG risulta utile per la valutazione dello stato del muscolo cardiaco, nei casi di:

  • malattia arteriosclerotica;
  • ipertensione arteriosa.

O per mettere in luce piccoli disturbi metabolici come:

Squilibri elettrolitici: derivanti per esempio da disidratazione, iperidratazione, assunzione di determinati farmaci, essere affetti da determinate malattie cardiache, renali o epatiche, oppure per l’assunzione di liquidi o alimenti per via endovenosa in modalità non adeguate.

Intossicazione da digitale (digossina): avvelenamento derivante da dosi eccessive di digossina, il farmaco largamente utilizzato per il trattamento dell’insufficienza cardiaca.

La prevenzione ed il controllo dello stato di benessere del nostro cuore è da tenere sempre a mente. Controlli periodici, sotto consiglio di medici specialisti e cardiologi, possono attuare piani di prevenzione di malattie cardiache importanti, dovuti a stili di vita non sani, invecchiamento, solo per fare alcuni esempi.

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